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La cura della miopia con il laser ad eccimeri a carico del Servizio Sanitario Regionale


La tecnica del laser ad eccimeri è sempre più usata in ambito oftalmologico, nel trattamento della miopia, dell’astigmatismo e dell’ipermetropia, sia di più complesse patologie corneali. Il ricorso a tale tecnica, come dimostra la casistica internazionale e locale, avviene solo in parte per finalità terapeutiche: spesso, infatti, l’utente la richiede per un miglioramento estetico, determinato dalla visione senza ausili, oppure per poter svolgere particolari attività lavorative e sportive. Inoltre, soprattutto a seguito della promozione da parte dei massmedia, si è verificato un elevatissimo aumento delle richieste di prestazioni alle strutture pubbliche che ha contribuito ad espandere le liste d'attesa. Si è reso pertanto necessario definire quando l’erogazione delle prestazioni che utilizzano questa tecnica è da ritenersi essenziale sotto l’aspetto clinico – terapeutico in quanto soddisfa, secondo i principi della vigente normativa sanitaria, bisogni primari di salute, anche a fronte dell’elevato impegno economico e nella considerazione che l’intervento con laser ad eccimeri è una tecnica irreversibile e non priva di rischi e complicanze. A questo proposito la Giunta Regionale ha individuato le indicazioni cliniche per l'erogabilità delle prestazioni che utilizzano tale tecnica con oneri a carico del Servizio Sanitario Regionale, in regime di assistenza specialistica ambulatoriale secondo la tariffa prevista dal relativo Nomenclatore. Ciò per garantire un utilizzo omogeneo di questa tecnologia nel territorio regionale, in funzione di un’equa accessibilità alle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Regionale e garantendo l'uniformità di trattamento. In sede di prima applicazione sono state considerate di natura strettamente terapeutica, e pertanto erogabili con oneri a carico del Servizio Sanitario Regionale, le seguenti indicazioni cliniche all’uso della chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri:


· anisometropie superiori alle quattro diottrie;

· cheratectomia fototerapeutica (PKT): distrofie, cicatrici ed altre opacità corneali;

· astigmatismo secondario a chirurgia corneale (post-cheratoplastica o simili)

· ametropie post-chirurgiche (cataratta, cheratoplastica perforante).


I due centri pubblici operanti nella Regione Veneto per l’erogazione di queste prestazioni ambulatoriali sono l'Azienda Ospedaliera di Padova e il Presidio Ospedaliero di Camposampiero. Al di fuori delle indicate patologie, l’erogazione a carico del Servizio Sanitario Regionale è ammessa esclusivamente se si riscontra che la correzione dei vizi di refrazione, attuata con l’utilizzo degli occhiali o delle lenti a contatto, causa un “grave stato di sofferenza psicologica” il cui accertamento è attribuito all'esclusiva competenza delle équipes psichiatriche del Servizio di Diagnosi e Cura dell’Ospedale di Camposampiero e dell’Azienda Ospedaliera di Padova (III Servizio), per unificare il percorso d'accesso alla prestazione stessa. Pertanto l'assistito, "in grave stato di sofferenza psicologica", potrà rivolgersi a queste équipes su proposta dell’oculista del Servizio Sanitario Regionale.

Con successivo provvedimento è stata riconosciuta l’Unità Operativa Oculistica del Presidio Ospedaliero di Conegliano Veneto (Azienda Ulss n. 7 di Pieve di Soligo) quale “Centro Regionale Specializzato per la chirurgia laser della patologia del segmento anteriore dell’occhio e dei vizi rifrattivi e per lo studio e la terapia dell’ipovisione”. Da settembre 2003 questo Presidio va ad affiancare quelli di Padova e Camposampiero nell’erogazione delle prestazioni sopraindicate con oneri a carico del S.S.R.